Ritrovo h
7,30, in auto Pinerolo, Torre Pellice, Ponte Barfè
Inizio escursione da
Ponte Barfè h 8,30
Descrizione gita: dal
parcheggio si attraversa il ponte sull’Angrogna; tra boschi, prati e borgate si
arriva nei pressi del Rifugio Barfè e poco dopo,
raggiunto un pianoro con alcune baite, si arriva a Prato Stella m. 1300. Da qui
il bosco si fa più rado ed il percorso più ripido fino all’alpeggio del Vandalino m. 1778. Per i più temerari Punta Stella m. 2121
con panorama mozzafiato.
Dislivello: 950 m Alpe Vandalino
– 1300 m Punta Stella
Tempo di salita: h 4,00
Ritrovo h.
7,00, in auto Pinerolo, Cavour, Saluzzo, Verzuolo, Brossasco, Sampeyre,
Becetto, borgata Ruà Km 73,8.
Inizio escursione Borgata
Ruà h 8:30
Descrizione gita: Poco
oltre l’abitato di Becetto, dalla Borgata Ruà 1.536
m. si imbocca la carrareccia innevata in direzione del Colle del Prete.
Lasciata la stradina innevata, che prosegue diritta verso il Colle del Prete, seguiamo
il sentiero (paline per il Colle Cervetto e Cima di Crosa) che si inoltra con percorso sinuoso
nel boschetto di larici e betulle. Al termine del boschetto ci si imbatte nella
baita del Lupo 1800 m. Il sentiero di lì a breve riprende quota passando nei
pressi di una presa d’acqua, poi si ripiana per un breve tratto, quindi va a
superare una spalla per portarsi sul Pian Ciattiva
1947 m, dove una vecchia baita è adagiata a metà del pianoro. Proseguiamo sulle
tracce che continuano a zigzagare fino al successivo pianoro denominato Pian
della Geuccia. Dal Pian della Geuccia
si risale su dolci pendii in direzione di un cippo di pietre poi, senza
raggiungerlo, ci spostiamo verso nord-est la cresta spartiacque sulla quale è
adagiato il Monte Riba del Gias. Da qui si prosegue
in cresta fino alla Testa di Garitta Nuova. Il ritorno avviene con un percorso
ad anello che parte dal ripetitore della Telecom che conduce alla baita del
lupo e da li alla borgata Ruà.
Dislivello: 850 m circa
Tempo di salita: h 3:00/3:30, Tempo totale: h 6
Carta dei Sentieri di riferimento: I.G.C.n°6 Monviso
Ritrovo
ore 8.30, in auto Pinerolo-Perosa-Pomaretto-Chiotti-Rivoira Sup
1000 m
Si
attraversa il ponte dopo Chiotti e si risale fino alle Borgate Rivoira (dopo Ca
Nostra) dove si lascia la macchina. Si segue la strada forestale nel bosco fino
al Colle Lazzarà (o Laz
Ara’). Ampio panorama su Val Chisone e Valle Germanasca,
sotto la neve il campo trincerato del 1704. Per chi avesse ancora voglia si può
proseguire fino al Truc Lausa
m 1681
Tempo
salita 2 h dislivello 600 m grado difficoltà T facile
Attrezzatura:
ciaspole e bastoncini
Organizzatore:
Guido
De Gregorio 3490951895
Spostata DAL 15 Febbraio
Ritrovo
ore 7,30, in auto Pinerolo, Saluzzo, Cuneo, Vernante, Palanfrè;
tempo 2 h
Inizio escursione da
Palanfrè 1.379 m alle ore 9,30
Descrizione
gita: bella escursione di media difficoltà. Da Palanfrè risalire i pendii boscosi a monte della borgata,
dopo circa 100m di dislivello si arriva ad un pianoro (casotto del guardaparco,
stazione nivo-meteo) che si percorre in tutta la sua lunghezza per imboccare un
ampio vallone a moderata pendenza da percorrere fin quasi sotto le pendici del
monte Garbella 100 m prima di esse deviare
decisamente a sx per raggiungere la dorsale di dx,
che con alcuni strappi porta ai ripidi pendii sommitali.
Risalirli
tenendosi prevalentemente a dx, passando sotto un’anticima per arrivare alla
vera vetta. Discesa per l’itinerario di salita.
Suggerimenti: necessarie
ciaspole e bastoncini, è consigliabile dotarsi di
ARVA, pala e sonda
Carta dei Sentieri di riferimento:
IGC n. 8 Alpi Marittime e Liguri
Luogo e orario di ritrovo saranno comunicati nelle
settimane antecedenti coi soliti canali di comunicazione.
Torniamo sulle montagne di casa, sui “mitici” Tre Denti,
legati come luogo di arrampicata alla Sbarua. Non
casualmente, il luogo di partenza dell’escursione sarà la Baita San Martino. Lì
il mattino del 4 novembre 1944 morirono sei partigiani della divisione
partigiana “Val Chisone”, l’intero comando della banda che aveva trascorso la
notte sul posto. Vennero sorpresi alle prime luci dell’alba e morirono
combattendo a protezione dei compagni. Il percorso si svolgerà sul classico
sentiero che raggiunge il colletto Rumiano da dove,
da nord, raggiungeremo il dente orientale. Chi vorrà potrà salire anche quello
centrale e quello occidentale. Al termine dell’escursione ci fermeremo alla
Baita San Martino, che dopo la guerra è stata ristrutturata e conservata dai
compagni dei caduti. Diventata museo, sarà aperta per noi, ne potremo fare
visita e saremo accolti dalla famiglia Serafino.
Tempo di salita: 2
ore. Difficoltà: escursionismo. Dislivello: 700
m.
Organizzatori:
Dorino
Piccardino 335 6646082,
Giuseppe
Chiappero 346 8313389
Pierfrancesco
Gili 347 1340330
Collabora la famiglia Serafino.